Tecniche di PMA

Procreazione Medicalmente Assistita

Attualmente molte coppie pianificano la loro scelta familiare in base al lavoro, allo stile di vita ed alle ambizioni, scegliendo il momento più opportuno per formare una famiglia ed avere un bambino. L’85% delle coppie in età fertile mette in atto un progetto senza grandi difficoltà. Il 15% delle coppie incontra problemi d’infertilità associati spesso ad un grave senso di frustrazione, più o meno manifesto. Nei casi più complessi è proposto, completato l’iter diagnostico, un intervento terapeutico che fa ricorso a tecniche comprese nel contesto della Procreazione Medicalmente Assistita.

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Inseminazione Intrauterina

L’inseminazione intrauterina è una delle tecniche più semplici di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): il liquido seminale adeguatamente trattato in laboratorio viene introdotto direttamente all’interno della cavità uterina. Durante i normali rapporti sessuali solo una frazione di sperma risale le vie genitali. Scopo della IIU è aumentare il numero degli spermatozoi in grado di raggiungere le tube di fallopio dove avviene la fecondazione dell’ovocita. Inoltre viene solitamente associata una stimolazione farmacologica della crescita follicolare dal momento che è stato ampiamente dimostrato che i tassi di gravidanza della IIU sono nettamente superiori nelle pazienti sottoposte ad induzione dell’ovulazione rispetto alle pazienti sottoposte ad inseminazione in cicli spontanei.

Fecondazione in vitro (FIVET)

La prima metodica di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) disponibile per le coppie infertili è stata la FIVET: il 25 luglio 1978 all’Oldham Hospital, Manchester, UK, nasceva Louise Brown, la prima bambina concepita “in provetta”: da allora migliaia sono i bambini venuti alla luce con questa metodica.

La FIVET è una metodica di PMA messa appunto per aumentare la probabilità di gravidanza quando altre tecniche abbiano fallito o quando esse non sono applicabili.
Le principali indicazioni sono:

  • fattore tubarico: patologia tubarica congenita o acquisita (precedenti gravidanze ectopiche, flogosi pelviche, chirurgia pelvica).

  • endometriosi di grado medio o severo

  • infertilità inspiegata in caso di insuccesso di trattamenti precedenti (es. cicli di IIU)

  • infertilità inspiegata in caso di insuccesso di trattamenti precedenti (es. cicli di IIU

  • riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi di grado medio

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Blastocisti

L’obiettivo d’ogni Centro di PMA è di ottenere la gravidanza per ogni coppia trattata riducendo la percentuale di gravidanze multiple e quindi i rischi per la madre e per il neonato: questa possibilità potrebbe diventare una realtà grazie all’utilizzo di nuove tecniche come il trasferimento allo stadio di blastocisti, attualmente in uso presso il nostro Centro e che ci ha permesso di raggiungere una percentuale di gravidanza del 45% con una riduzione delle gravidanze multiple.

La possibilità di ottenere blastocisti permette di trasferire uno o due embrioni eliminando il rischio di gravidanze triple e di raggiungere la stessa percentuale di gravidanza rispetto al trasferimento di 3 embrioni: è stata riportata una percentuale di gravidanza in donne con fattori prognostici positivi (giovane età, buona risposta alla stimolazione, embrioni di buona qualità) del 66.3%.

Eterologa

La fecondazione eterologa consiste in una Fecondazione in Vitro con ovuli ottenuti da una donatrice o con spermatozoi da donatore o con entrambi. Grazie alla fecondazione eterologa e possibile permettere la gravidanza a donne che per vari motivi non possono utilizzare i propri ovociti o non è possibile utilizzare gli spermatozoi del partner

Quando è indicata?

Questo trattamento è indicato per:

  • Donne in età avanzata

  • Donne in menopausa precoce

  • Donne che non possono utilizzare i propri ovociti per scarsa qualità

  • Donne portatrici di malattie genetiche non diagnosticabili con PGT (preimplantation genetic test)

  • Donne che si sono sottoposte a chirurgia ovarica o con ovaie che rendano impossibile il prelievo degli ovociti

  • Donne con ripetuti fallimenti FIVET per scarsa qualità embrionaria

  • Partner maschile azoospermico o con malattie genetiche non diagnosticabili con la PGT

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