
HPV: cos'è, come si trasmette e quando preoccuparsi
L'HPV è l'infezione sessualmente trasmessa più diffusa in assoluto. Proprio perché se ne sente parlare spesso, e spesso in modo allarmistico, cercheremo di fare chiarezza con calma.
Cos'è l'HPV
L'HPV (Papilloma Virus Umano) è una famiglia di oltre 100 tipi di virus diversi. La maggior parte sono innocui e il sistema immunitario li elimina da soli, senza che la persona se ne accorga nemmeno. Alcuni tipi, detti "a basso rischio", possono causare condilomi genitali; altri, detti "ad alto rischio" (in particolare i tipi 16 e 18), sono responsabili nella quasi totalità dei casi del tumore del collo dell'utero, oltre che di altri tumori più rari che possono interessare altre regioni del corpo.
Come si trasmette

Si trasmette principalmente per via sessuale, anche senza penetrazione completa, tramite il contatto pelle-pelle o mucosa-mucosa (per questo il profilattico non protegge dall'infezione. È talmente diffuso che la maggior parte delle persone sessualmente attive entra in contatto con almeno un tipo di HPV nel corso della vita, spesso più volte, spesso senza saperlo: proprio per questo non va vissuto come una colpa o una situazione eccezionale. Inoltre non è possibile "datare" il contagio in quanto può rimanere silente per molti anni senza che sia rilevabile con i normali test. Nella maggioranza dei casi l'infezione da HPV è del tutto asintomatica e si risolve spontaneamente entro 1-2 anni, grazie al sistema immunitario. È proprio questa assenza di sintomi a rendere fondamentale lo screening periodico (pap test e test HPV): permette di individuare le poche infezioni persistenti che, nel tempo, potrebbero causare alterazioni cellulari da tenere sotto controllo.
Pap test e HPV: ogni quando farli e perché
Il pap test analizza le cellule del collo dell'utero al microscopio, per individuare eventuali alterazioni prima che diventino un problema serio. Il test HPV cerca invece direttamente la presenza del virus del papilloma umano, la causa principale di quasi tutti i tumori del collo dell'utero. Sono due esami complementari: a seconda dell'età e della storia clinica, il ginecologo consiglia quale dei due (o quale combinazione) è più indicato.
Le linee guida dei programmi di screening italiani indicano in genere:
• pap test ogni 3 anni, di solito nella fascia tra i 25 e i 30-34 anni;
• test HPV ogni 5 anni, di solito a partire dai 30-35 anni, quando ha una capacità predittiva più alta del pap test da solo.
Questi intervalli sono pensati per la popolazione generale a basso rischio: chi ha una storia clinica particolare, sintomi, o risultati precedenti non del tutto negativi potrebbe aver bisogno di controlli più ravvicinati. È sempre il ginecologo a personalizzare la cadenza più adatta caso per caso.
Perché non conviene saltarli
Il tumore del collo dell'utero è tra i pochi tumori che si possono davvero prevenire, non solo diagnosticare precocemente: individuare per tempo un'alterazione permette quasi sempre di intervenire prima che diventi un problema serio, con trattamenti molto meno invasivi di quelli necessari in una diagnosi tardiva. In caso di pap test anomalo vi sarà richiesto di effettuare la colposcopia
